Non ho mai smesso di giocare con le pietre. Con gli anni, quel gioco ha solo preso una forma più precisa.

Nasco a Padova, ma le mie radici raccontano due mondi opposti: la Sicilia, con la sua ornamentazione barocca e i colori pieni; Belluno, con la sua misura, la sua luce netta. Sono cresciuta in bilico tra questi due linguaggi senza saperlo: uno che accumula, l'altro che toglie. Da lì nasce il modo in cui costruisco un gioiello.

Mi sono formata in fashion design all'Istituto Marangoni, poi ho lavorato per anni come Product Manager per brand internazionali: un percorso che mi ha dato gli strumenti per rendere quel gioco qualcosa di concreto, senza fargli perdere leggerezza.
Oggi vivo e lavoro a Napoli.

Sposto le pietre, cambio l'ordine, ne tolgo una, la rimetto, cerco l'accostamento che sulla carta non dovrebbe funzionare, e che invece funziona. È il momento in cui capisco che un pezzo è pronto.

La ricerca continua anche fuori dal tavolo di lavoro: viaggi, luoghi attraversati, persone incontrate, tutto entra, prima o poi, in un accostamento di colore o in una forma.
Le pietre dure che scelgo hanno venature e inclusioni naturali, segno che ogni pezzo è leggermente diverso dall'altro. Le affianco a ottone placcato oro e vetro, cercando un equilibrio che non è mai identico. Quella sfumatura che non si ripete è la firma di chi indossa il pezzo, non un difetto da correggere.

Ogni gioiello SERPOTTA è disegnato e realizzato a mano in Italia.